Un mestiere da tramandare

Sawara kenchin-yaki

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Un mestiere da tramandare

Sawara kenchin-yaki

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«Realizzare a mano ogni piatto» è il concetto della serie «Questo mestiere che vogliamo tramandare – edizione osechi». La seconda puntata presenta il sawara kenchin-yaki. L'autore è Naoto Suzuki, maestro cuciniere (Tokyo Kaikan, gennaio 2009).

Sawara kenchin-yaki: preparazione

Sawara kenchin-yaki: preparazione

  1. Per il sawara kenchin-yaki, la bisha-tama (uovo strapazzato cotto a bagnomaria) che costituisce la base del ripieno kenchin viene resa decisamente più dolce del solito, con solo una piccola quantità di salsa di soia chiara e un po' di zucchero. La si lavora lentamente a fuoco molto basso, mantenendola in uno stato semicotto per evitare che si rapprenda, e vi si mescolano germogli di bambù, carota e fungo orecchia di Giuda tagliati a julienne, già lessati e insaporiti in anticipo. Poiché alla fine viene farcita nel sawara e cotta al forno, a questo punto non la si cuoce completamente: la si porta a una cottura leggermente più avanzata del semicotto, la si unisce alle verdure e la si farcisce nel sawara aperto a libro, per poi cuocerla al forno.

    Il sawara viene marinato in anticipo con sake, salsa di soia e mirin, poi adagiato su una stuoia di bambù (makisu); vi si dispone sopra il ripieno kenchin e lo si arrotola. Per evitare che si attacchi, lo si avvolge poi in un foglio di alluminio abbondantemente unto d'olio, chiudendo bene le due estremità, e lo si cuoce al forno in questo stato.

    1. Sawara kenchin-yaki 1 Far marinare il sawara nel sake, nella salsa di soia e nel mirin.

    2. Sawara kenchin-yaki 2 Adagiare il sawara su una stuoia di bambù, aggiungervi sopra il ripieno di kenchin e arrotolare.

    3. Sawara kenchin-yaki 3 Oliare generosamente un foglio di alluminio, arrotolarvi la preparazione, chiudere bene le due estremità, quindi grigliare.

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